Chi cura la mente?


La cosiddetta “gente comune”, diciamo, i non addetti ai lavori, hanno una certa difficoltà a destreggiarsi fra quelle che sono diventate negli ultimi venti anni, le figure professionali che s’interessano di Psicologia, cioè la scienza che studia i fenomeni della vita affettiva e mentale nell’uomo.

Ecco quindi l’elenco di questi:
– Neuropsichiatra.
– Psichiatra.
– Neurologo.
– Neuropsichiatra infantile.
– Psicologo.
– Psicologo clinico.
– Psicoterapeuta.
– Psicoanalista.

Neuropsichiatra
E’ un medico che dopo i sei anni di medicina e chirurgia, ha seguito un corso di specializzazione (quattro anni) di Neuropsichiatria. Diciamo subito che dagli anni ottanta tale specializzazione non esiste più e si è scissa in due parti: Neurologia e Psichiatria. Chiaramente chi aveva ottenuto la specializzazione può continuare ad esercitare sia come Psichiatra sia come Neurologo.

Psichiatra
E’ il medico della mente. Specializzato in Psichiatria (quattro anni), s’interessa delle alterazioni affettive e comportamentali gravi. Ha prevalentemente una impostazione di tipo organicistico. La “mente” è intesa come un organo e la sua cura è farmacologica. Lo psichiatria si serve di una accuratissima descrizione e classificazione dei sintomi e delle alterazioni comportamentali (nosologia).

Neurologo
E’ rimasto erroneamente, come pensava la paziente del mio collega, nel campo del mentale. In realtà, il Neurologo per formazione è un medico specializzato in Neurologia ( 4 anni) che s’interessa del sistema nervoso centrale e periferico elusivamente da un punto di vista organico. I suoi interessi professionali sono l’anatomia, la fisiologia e la patologia. Cura ad esempio la sclerosi multipla, i tumori, le ernie, l’ ictus celebrale, l’epilessia etc…

Neuropsichiatra infantile
è rimasta per quanto riguarda l’infanzia e l’adolescenza, la vecchia unione Psichiatria-Neurologia. Il Neuropsichiatria infantile è un medico specialista che cura le patologie d’organo del sistema nervoso e i disagi mentali dei bambini e adolescenti fino ai 16 – 18 anni. Competenze specifiche del Neuropsichiatra infantile sono ad esempio le convulsioni infantili, l’epilessia…ma anche l’autismo, le psicosi, le nevrosi…

Psicologo
Non è un medico ma un laureato in Psicologia ( 5 anni). La preparazione dello Psicologo, di là dalle capacità personali, non è clinica. Al futuro Psicologo mediamente, non è richiesta la frequentazione di strutture cliniche. La sua è una preparazione prevalentemente teorica. Solo dopo la laurea, per il superamento dell’esame di stato, deve fare un internato di circa un anno, in una struttura pubblica o comunque riconosciuta. Lo Psicologo alla fine acquisisce una preparazione che gli permette di seguire il paziente in equipe con altri colleghi (psichiatri, psicoterapeuti…) La legge gli permette di fare dei colloqui, non di curare pazienti con la psicoterapia.

Psicologo-clinico
La Psicologia-clinica è una specializzazione universitaria cui posso accedere i Medici e Psicologi (4 anni). L’impostazione accademica, fondamentalmente non è molto diversa del corso di laurea in Psicologia. E’ approfondita la teoria ma, per la verità, si fa poca clinica.

Psicoterapeuta
Può essere sia un Medico che uno Psicologo che dopo i rispettivi corsi di laurea si sono specializzati in una delle scuole riconosciute dallo stato (4 anni). Possono fregiarsi del titolo di Psicoterapeuta anche gli Psichiatri. Lo Psicoterapeuta s’interessa di disagi psicologici che non abbiano una prevalente componente psichiatrica. Solitamente, anche se Medico, non usa medicine e imposta la terapia su dei colloqui, sedute, con una frequenza di una, due o tre volte la settimana. Il tipo d’impostazione teorica risente della scuola di pensiero cui il terapeuta aderisce e si è formato. Di queste “scuole di pensiero” ve ne sono molte e alcune antitetiche tra loro, si calcola che nel mondo se ne riconoscano più di 500 (sic!).

Psicoanalista
In Italia non è riconosciuto dallo Stato il titolo di Psicoanalista. Ogni persona più o meno in buona fede si può definire Psicoanalista. C’è stata, all’inizio degli anni 2000, una causa intentata contro un signore che si “spacciava” per Psicoanalista e non aveva alcun titolo accademico. Quel signore vinse la causa, e continuo a fare il suo lavoro. La cosa strana è che da sempre, fin dall’inizio della terapia psicologica, la psicoanalisi venne considerata, giustamente ritengo io, la madre di tutte le terapie. Fatta questa doverosa premessa bisogna aggiungere che per diventare psicoanalisti in realtà il percorso è molto lungo e selettivo. In effetti, chi esercita la psicoanalisi, se non è un imbroglione, deve essere uno psicoterapeuta, quindi medico o psicologo che ha fatto poi una delle scuole quadriennali che abbiamo visto prima.Fatto ciò, deve chiedere ad una delle Società Psicoanalitiche che sono essenzialmente quella freudiana e quella junghiana l’ammissione. Una volta accettato all’interno di una di queste Società inizia un percorso formativo che si snoda in una analisi personale, mediamente 5, 7 anni, una analisi didattica, 3, 4 anni, due supervisioni, studio e clinica.

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